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Lemno
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mwdgLemnocite-ref-1[1] (mwewin greco Λήμνος?, Limnos) è un'mwfaisola greca dell'arcipelago delle mwfqSporadi mwfgtraciche, situato nel mwfwmar Egeo nordorientale, di fronte alle coste della mwgaTracia, a metà strada tra il mwgqMonte Athos, sulla Grecia continentale, e la costa occidentale della Turchia.cite-ref-britannica-2-0[2]
Ha un'estensione di mwhw477,6 km², e conta circa mwia18 104 abitanti (censimento 2001). È in gran parte collinosa con qualche fertile valletta. Il centro più importante è mwiqMirina sulla costa occidentale con un ottimo porto naturale. Un centro di minore importanza è Mudro. L'isola è un'importante base militare in virtù della sua posizione poco lontana dagli stretti del mwigmar di Marmara.
Da un punto di vista amministrativo, Lemno appartiene alla regione dell'mwjaEgeo Settentrionale (mwjqunità periferica di mwjgLemno).
Contents
• Storia
• Kaminia
• Efestia
• Note
• Moderna
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Storia
Tra mito e protostoria
Secondo la ricostruzione della memoria culturale greca dell'isola, la storia mitica di Lemno si articola in tre fasi cronologiche distinte. La prima è la fase mwkwminia, corrispondente al livello omerico, in cui l'isola è governata dai discendenti degli mwlaArgonauti ed è considerata parte dell'orizzonte culturale greco, corrispondente al periodo di contatto con i mwlqMicenei.cite-ref-desimone1996-3-0[3]cite-ref-chiai2000-4-0[4] La seconda è la fase mwngtracia, in cui Lemno è abitata dai mwnwSintii, popolazione della mwoaTracia descritti da Omero come mwoqagriophōnoi («di parola selvaggia») e dediti alla lavorazione dei metalli, caratterizzazione che trova riscontro nell'evidenza archeologica dell'isola.cite-ref-desimone1996-3-1[3]cite-ref-chiai2000-4-1[4] La terza è la fase tirrenica, o pelasgico-tirrenica, la più complessa e controversa.cite-ref-desimone1996-3-2[3]cite-ref-chiai2000-4-2[4] Secondo mwsgEllanico di Lesbo, i mwswTirreni giunsero a Lemno con cinque navi e furono accolti dai Sinti, che abitavano l'isola in quel momento e che si erano nel frattempo mescolati con elementi greci diventando mwtamixéllenes. Nella tradizione greca i mwtqPelasgi sono una categoria mitica per indicare popolazioni antichissime percepite come affini ai Greci ma non greche, mentre i Tirreni sono un popolo storicamente reale, in quanto era il nome con il quale gli scrittori greci si riferivano agli Etruschi. Tuttavia, la loro identificazione nelle fonti antiche complica la ricostruzione storica: le tradizioni relative a questa fase sono spesso contraddittorie e non forniscono un'immagine omogenea dell'isola.cite-ref-chiai2024-5-0[5]
La conquista ateniese e la cronistoria fino ai Romani
L'isola fu conquistata dal generale persiano Otane, al servizio di mwvaDario I, prima di essere riconquistata intorno al 510 a.C. da mwvqMilziade il Giovane, tiranno del mwvgChersoneso Tracico. Nel mwvwVI secolo a.C. Lemno divenne una mwwacleruchia ateniese, ovvero una dipendenza soggetta al controllo diretto di Atene. I coloni ateniesi commissionarono a mwwqFidia la famosa statua di mwwgAtena Lemnia per porla sull'acropoli di Atene, e vi portarono il teatro drammatico, attestato almeno a partire dal 348 a.C., sebbene recenti scavi a Efestia suggeriscano che la tradizione teatrale risalga alla fine del VI o all'inizio del V secolo a.C.cite-ref-chisholm1911-6-0[6]
Nel 197 a.C. i Romani dichiararono Lemno libera, ma nel 166 a.C. la cedettero ad Atene, che ne mantenne il possesso nominale fino all'incorporazione dell'intera Grecia nella mwyaRepubblica Romana nel 146 a.C.cite-ref-chisholm1911-6-1[6] Come provincia dell'mwzqimpero bizantino, Lemno faceva parte del tema del Mar Egeo e fu oggetto di incursioni saracene nel X secolo e selgiuchidi nell'XI.cite-ref-gregory1991-7-0[7]
Medioevo, Genovesi, Ottomani e 1913
Dopo la mwbqquarta crociata, Lemno fu assegnata come feudo alla famiglia Navigajoso sotto il megaduce veneziano Filocalo Navigajoso. Alla sua morte nel 1214 l'isola fu divisa tra i suoi eredi in tre feudi. Nel 1278, dopo la resistenza al tentativo di riconquista da parte dell'ammiraglio bizantino mwcqLicario, i Navigajoso furono costretti a cedere l'isola a Bisanzio. Nel tardo periodo bizantino Lemno acquisì un ruolo strategico cruciale come fonte di approvvigionamento alimentare dopo la perdita dei possedimenti anatolici.cite-ref-gregory1991-7-1[7] Passò poi nelle mani dei mwdggenovesi e poi, nel mwdw1479, fu conquistata dagli mweaottomani, che ne furono i padroni fino al mweq1913, anno in cui passò sotto il dominio dei mweggreci.cite-ref-britannica-2-1[2]
Nel 1915 l'isola fu base di un tentativo di sbarco alleato sulla costa europea dell'mwgaImpero ottomano; la spedizione si concluse ben presto in un disastro con l'enorme sacrificio dei soldati australiani e neozelandesi (A.N.Z.A.C.). È ancora riconoscibile e ben conservata la grande villa dove allora abitò mwgqWinston Churchill, giovane Primo Lord dell'Ammiragliato.cite-ref-britannica-2-2[2]
Mirina, il capoluogo
mwiaMirina è un piccolo borgo assai pittoresco con un porto naturale dominato da un promontorio collegato con la terraferma da un breve istmo. Sul promontorio si trovano i ruderi dell'antico mwiqcastro bizantino, della fortezza costruita dai veneziani nel XIII secolo, quindi delle difese turche che vennero distrutte nel 1770 dalla flotta russa che assediava l'isola allora sotto dominio ottomano.cite-ref-britannica-2-3[2]
Mirina (o Myrina) ha un piccolo ma interessante museo archeologico dove sono raccolti i reperti di scavi di Poliochni, Kaveirio, Efestia e Koukonisile.cite-ref-8[8]
Scavi archeologici
Poliochni
mwlgPoliochni è un sito archeologico sulla costa orientale di Lemno, scoperto dalla mwlwScuola Archeologica Italiana di Atene nel 1930. Gli scavi furono effettuati in due fasi: dal 1930 al 1936 e dal 1951 al 1956. Nel 1994 si procedeva a restaurare le mura di cinta. Il nucleo originale dell'abitato era costituito da capanne dalla inconsueta forma ellittica. Al villaggio si sostituì per gradi una piccola città protetta da mura anche dal versante marino. Fu costruito un edificio pubblico, il cosiddetto mwmamwmqBouleuterion, dalle funzioni ancora ignote, e un deposito di grano. All'ultima fase della vita della città risale la scoperta del cosiddetto Tesoro di Poliochni, simile al mwmgtesoro di Priamo scoperto a mwmwTroia.
Kaminia
Nella parte sud est di Lemno, in località mwoaKaminia, incorporata nella colonna di una chiesa, fu trovata una stele con una doppia mwoqepigrafe che fu portata in seguito al mwogmuseo archeologico di Atene. Il linguaggio usato, denominato mwowlingua lemnia, scritto con l'ausilio di mwpacaratteri greci, rivelò affinità con quello degli mwpqEtruschi. Nonostante tale affinità linguistica, gli archeologi non hanno rinvenuto sull'isola alcun oggetto di produzione etrusca. Questa lacuna non è tuttavia ritenuta sufficiente da tutti gli studiosi per escludere la presenza di una piccola comunità di origine italiana, che potrebbe essersi integrata nella società locale assimilandone cultura e usi pur conservando la propria lingua.cite-ref-chiai2024-5-1[5]
Efestia
L'antica città di mwraEfestia era un tempo la capitale dell'isola (dall'mwrqVIII al mwrgVI secolo a.C.), di cui rimangono solo le rovine. Fu chiamata così in onore di mwrwEfesto, dio greco della metallurgia, il cui culto era mantenuto sull'isola. Il teatro greco risale alla fine del mwsaV e all'inizio del mwsqIV secolo a.C.. È stato ricostruito dal mwsg2000 al mwsw2004 e nel mwta2010 è stato rappresentato il primo spettacolo teatrale (mwtqEdipo Re di mwtgSofocle) dopo 2.500 anni. Il teatro ha una capacità di circa 1.200 spettatori complessivi.cite-ref-britannica-2-4[2]
Gli scavi condotti dalla mwvaScuola Archeologica Italiana di Atene a Efestia nell'agosto-settembre 1926 portarono alla luce una necropoli databile al IX-VIII secolo a.C. con oltre 130 ossari contenenti oggetti in bronzo e ceramiche. Gli ossari maschili contenevano asce e coltelli, mentre quelli femminili orecchini, spille in bronzo, collane, diademi in oro e bracciali. Le decorazioni a spirale su alcuni oggetti in oro richiamano modelli di arte micenea, in assenza però di forme geometriche. Anche le ceramiche, pur appartenendo al periodo geometrico, conservano spirali di derivazione micenea. mwvqAlessandro Della Seta, direttore degli scavi, concluse che la popolazione cui apparteneva la necropoli non era greca ma presentava così numerosi elementi di arte micenea da potersi riconoscere nei Tirreni o Pelasgi di Lemno come residuo di una popolazione micenea.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]
Gli scavi hanno inoltre rivelato una cultura fiorente e aperta, inserita nel più ampio contesto della mwxwkoiné greco-anatolica dell'Egeo settentrionale. L'analisi della necropoli, con oltre trecento sepolture a cremazione, documenta l'esistenza di un'aristocrazia locale che adottava modelli di rappresentazione simili a quelli greci, pur mantenendo tratti culturali propri.cite-ref-chiai2024-5-2[5]
Mitologia
L'isola di Lemno viene descritta nelle avventure degli mwzgArgonauti, gli eroi leggendari della spedizione per il recupero del mwzwvello d'oro. Lemno rappresentò la prima tappa e la prima vicenda della loro avventura. Si trattava di un'isola abitata da sole donne: tutti gli uomini, infatti, erano stati sterminati dalle loro donne, come conseguenza di una punizione proveniente da mw0aAfrodite, offesa dalla trascuratezza in cui versava il suo culto. Le mw0qLemniadi furono anche condannate dalla dea a trasudare un cattivo odore dalla pelle che le rendeva inavvicinabili.cite-ref-graves1955-11-0[11]
Le donne del luogo, mosse dall'intenzione di ricreare la stirpe, si unirono agli eroi inconsapevoli di quanto accaduto. La regina mw1wIpsipile, innamoratasi di mw2aGiasone, si unì a lui generando i gemelli mw2qEuneo (o Eveno) e Nebrofono (o Toante). Da questa unione prese origine la dinastia dei mw2wMini, che governava l'isola al tempo della guerra di Troia: Euneo compare nell'mw3aIliade come re di Lemno e fornitore di vino all'esercito acheo.cite-ref-12[12] Omero descrive l'isola con gli epiteti mw4qeuktimenos («ben costruita») e mw4gēgathéē («sacra»), sottolineandone la prosperità e il ruolo di centro commerciale nell'Egeo settentrionale.cite-ref-13[13] Secondo mw5wStrabone, mw6aAchille si astenne dall'attaccare Lemno in virtù dei legami di parentela con i discendenti di Giasone.cite-ref-14[14]
Questa fase minia della tradizione serviva ai Greci a conferire a Lemno un'origine ellenica, rendendola parte del proprio orizzonte culturale. I Greci che frequentavano l'isola non vi trovavano del resto una cultura del tutto estranea, poiché i culti della dea Lemno e dei mw7gCabiri non erano percepiti come alieni, e l'isola partecipava pienamente alla mw7wkoiné greco-anatolica dell'epoca arcaica.cite-ref-chiai2024-5-3[5]
In futuro toccherà proprio al figlio di Giasone, Euneo, il compito di prendere il comando sull'isola e purificarla dalle colpe delle genitrici, in una chiave mitica che rielabora la memoria dei legami di parentela tra Giasone e la stirpe minia.cite-ref-graves1955-11-1[11]
Sull'isola di Lemno è anche ambientata la tragedia sofoclea mwaqcmwaqgFilottete, che tratta di un mito riguardante l'mwaqkomonimo eroe, abbandonato sull'isola durante la celeberrima mwaqoGuerra di Troia.cite-ref-16[16]
Allevamento di ovini
È praticato l'allevamento di mwareovini. Il metodo tradizionale di allevamento degli animali è basato sulle tipiche aree recintate denominate «mantres», in cui gli animali sono tenuti vicino ai pascoli. L'uso di questa forma tradizionale di ricovero («mantres») consente l'accesso diretto ai pascoli circostanti.
Le pratiche tradizionali degli allevatori influiscono sulle caratteristiche del prodotto «Arnaki Limnou», ovvero «Agnello di Lemno». In particolare lo svezzamento tardivo degli agnelli (a circa 60 giorni) contribuisce alla crescita di agnelli sani con un deposito sufficiente di grasso corporeo. Inoltre la gestione delle greggi secondo il tradizionale sistema di allevamento in aree recintate consente agli ovini di non percorrere lunghe distanze per trovare cibo, in quanto i pascoli sono vicini alle aree recintate e le distanze nelle isole sono ridotte. Pertanto gli animali sono sottoposti a uno stress limitato e sono quindi in grado di accumulare una quantità considerevolmente superiore di grasso intramuscolare rispetto ad altri animali simili, sviluppando un'abbondante massa muscolare.cite-ref-17[17]
Principali spiagge di Lemno
Note
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Bibliografia
Fonti classiche
• mwahkApollonio Rodio, mwahomwahsLe Argonautiche
• mwah0Igino, mwah4Fabulae
• mwaiaPseudo-Apollodoro, mwaieBibliotheca, Epitome I
• mwaimOmero, mwaiqIliade
• mwaiyStrabone, mwaicGeografia
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Moderna
• mwai4Robert Graves, mwai8I miti greci
• Angela Cerinotti, mwajiMiti greci e di Roma antica
• Anna Ferrari, mwajuDizionario di mitologia, ISBN 88-02-07481-X
• Gian Franco Chiai, mwajgLemnos, its culture and cultural memories, in mwajkSimona Marchesini (a cura di), mwajoRhaeti & Co. Nuovi scenari sulla questione tirrenica, Alteritas Academy Press, 2024, pp. 143-181.
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• Timothy E. Gregory, mwaj4Lemnos, in Alexander Kazhdan (a cura di), mwaj8The Oxford Dictionary of Byzantium, Oxford University Press, 1991, p. 1205.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• mwak4"L'isola di Lemno", a cura di Luigi Bernabò Brea, su treccani.it.
• mwalaLimnos, su grecia.info.
• mwali(HE, IT) Fotografie, eStore di Lemno, su LemnosExplorer.com (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2007).
• mwalqVeduta aerea di Limnos, su photopassport.gr. URL consultato il 26 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2010).